giovedì 10 luglio 2003

GABIN & PAUL DABIRÉ
(Cantante - Chitarrista - Compositore)

Per questo concerto accompagnato dal fratello PAUL DABIRÉ alle percussioni.

audio

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GABIN DABIRÉ nasce a Bobo-Dioulasso nel BURKINA FASO, in Africa occidentale, culla secolare di cultura. Dopo alcune esperienza nel proprio paese, viaggia per l’Europa incrementando una serie di esperienze musicali. Nel 1975 Gabin Dabiré si stabilisce in Danimarca per studio ed entra in contatto con la musica sperimentale
europea e con la musica orientale più tardi, che lo porterà a lunghe permanenze in India, dove ha modo di conoscere le musiche religiose, classiche ed etniche di queste paese, rapportandosi con i grandi maestri di SITAR, SAROD e di TABLAS.
Rientrato in Europa, approfondisce lo studio delle percussioni africane e asiatiche, i cordofoni, il canto e la composizione. Crea con alcuni artisti milanesi il gruppomultimediale “CORRENTI MAGNETICHE” suoni e immagini dai primitivi all’elettronica con i quali produce “Futuro antico I e II”, “Les Balafons de Haute Volta”, Les musiques de Haute Volta, Afganistan,….ecc. Negli stessi anni, con la sua formazione “YELBUNA” (Le Sorgenti), si esibisce in tutta Europa,catalizzando una grande attenzione da parte della stampa e del pubblico.In Italia, importante è il suo impegno per la diffusione della cultura africana fondando nel 1984 a Milano, con la collaborazione di Elena Albini Trissino dal Vello d’Oro, il “Centro di Promozione e Diffusione della Cultura Africana”, patrocinato dall’UNESCO, per lo sviluppo della letteratura, del cinema,del teatro, della danza e della musica.Dopo aver dato il via alle più importanti manifestazioni che ancora oggi a Milano parlano di Africa,decide di dedicarsi in via esclusiva alla sua musica e nel 1987 si trasferisce in Toscana.
Personaggio eclettico e polistrumentista passa dai cordofoni, alle percussioni, agli strumenti etnici.
Nel suo percorso musicale, Gabin Dabirè ha potuto contare sulla collaborazione di vari prestigiosi artisti come: MARIO ARCARI - WALTER MAIOLI - RICCARDO SINIGAGLIA - MAURIZIO DEHO - TOMMASO LEYDI - MINO DE MARTINO - LUCAS FLORES - GIULIO CAPIOZZO - TULIO DE PISCOPO - PAOLO GIARO - PAOLO PANIGADA - JACK TAMA - PAOLO CORSI - BRUNO GENERO - CECILIA CHAILLY - BERNARDINO PENNAZZI - DOMINIC MILLER - MANU KATCHÉ - PINO PALLADINO.

Discografia
-1990 CD “Kontômè (Spirits)” per la New Sound Placet
-1994 CD “Afriki Djamana: Music from Burkina Faso” per la Amiata Records
-1996 Nuovo arrangiamento CD “Kontômè (Spirits)” per la Amiata Records
-1996 Collaborazione al CD “Daby-Bâ” del Bruno Genero Ensemble, per la QDS
-1997 Partecipazione al CD “African Angels” per la Amiata Records
-1997 Collaborazione al CD multimediale “World Music Atlas” della Amharsi Srl
-1998 Partecipazione al CD “Colors” per la Amiata Records
-2000 Partecipazione al CD “Africa X - Zokue Kpole” dedicato a PAOLO PANIGADA per la Harmony Music

Afriki Djamana è una raccolta di brani tradizionali e di composizioni originali di Gabin Dabiré, un musicista e poeta appartenente all’etnia "Dagarì" del Burkina Faso meridionale, situata al confine con il Ghana e la Costa d’Avorio. La particolarità di questa incisione è che l’autore, che risiede ormai da più di un ventennio in Italia, ha cercato in tutti i modi di rispettare le tradizioni del suo popolo, anzi, la lontananza ne ha reso ancora più ossessiva la ricerca. Dabiré evoca qui il mondo magico della sua infanzia e adolescenza; i suoni del suo villaggio vengono rivissuti con una tale immedesimazione che nessuno si immaginerebbe mai l’autore come un signore africano residente con la famiglia nei pressi di Siena e nessuno crederebbe che la registrazione è avvenuta in uno studio di Piazza Verbano a Roma e non nella Savana. La differenza sta nel fatto che questo è un disco di un musicista africano colto, che, dall’Europa evoca il mondo del suo villaggio, ed è quindi, oltre ad una straordinaria opera musicale, un documento importante. Una raccolta di canzoni musicate senza disdegnare una certa influenza occidentale, un po’ nello stile di un moderno "griot", i dodici brani di questa raccolta sono come una piccola e personale antologia poetica di sonorità tradizionali. La strumentazione é perciò assai variata, come anche l’organico; il suono che ne risulta è "biologico", terrigno. Sono suoni della terra, suoni totemici di pelli e budella di animali, di zucche, di corni, di ossa, di canne e di legni. Anche le voci di Gabin Dabiré e di suo fratello Paul, come anche quella di Therese Keità, sembrano nascere lontano, dalla polvere della savana, all’ombra di un albero di mango….

Matteo Silva